L’anarchia prese la mira e sparò

21 apr

L’anarchia prese la mira e sparò, 
tra le mani di quel ragazzo ribelle
e così si fece la rivoluzione.
Non morì certo il dittatore, 
ma nei suoi occhi di ragazzo ucciso,
la sua figura mai più entrò.

Anteo Zamboni è stato un giovane ragazzo di 15 anni, che pagò il suo coraggio con il linciaggio, con la morte, ad opera di barbari squadristi.
Al quarto anniversario della rivoluzione fascista, a Bologna, mentre Mussolini innaugurava lo Stadio Littorale, lui, tra la folla in festa, sparò contro il dittatore.
Uno spintone da parte di un soldato gli fece mancare l’obiettivo. Allora fu linciato e ucciso da squadristi e soldati. Aveva 15 anni.

Ciao, Vik.

15 apr

Ad un anno dalla morte di Vik, la sua assenza si sente terribilmente. Il vuoto nella giustizia palestinese, le infami calunnie (o il mafioso silenzio) dei politici italiani, non hanno in nessun modo fermato il suo insegnamento. Vik Utopia, nonostante tutto, anche se i droni israeliani violentano quel fazzoletto di terra che soffre l’indifferenza del mondo, sappi che anche se ti hanno ucciso, hai reso questo mondo migliore e più umano. Potrà non servire, ma nel grigio del quartiere in cui vivo, nel silenzio e nella pioggia, la mia bandiera della pace è fuori dalla finestra, in tua memoria, in memoria del quindicenne palestinese morto pochi mesi fa sotto le bombe israeliane, in memoria di tutti coloro che hanno combattuto e in onore di quelli che ancora combattono contro la guerra e la violenza. Ti hanno ucciso, ma non potranno fermare la forza delle nostre parole, dei nostri cuori, della nostra speranza.
Ancora fischia il vento, morto un partigiano, ne nascono altri cento!

Ciao, amico.

12 mar

Oggi, 12 marzo 2012.
Oggi muore un ragazzo.
Oggi nei cieli della Palestina gli aerei da guerra israeliani hanno fatto fuoco e colpito a morte vite umane innocenti. Sacrificate al dio della guerra, morte nel nome della vendetta. Una vendetta che va avanti da troppo tempo, silente, inascoltata.
Oggi è morto un ragazzo di quindici anni, un coetaneo. Un ragazzo come me.
Oggi con lui muoiono mille sogni di un mondo migliore. Pensate, cari soldati israeliani, che bombardando avete reciso un fiore, cresciuto nel deserto e per questo molto più colorato, profumato e delicato di un fiore qualsiasi.
Io che ho tanti sogni, che vivo solo per vivere il futuro, che corro verso mete tanto utopiche quanto raggiungibili, so cosa vuol dire.
Caro amico, non so neanche il tuo nome, non lo potrei neppure sapere, ma so che la tua morte, solo perchè mi ha fatto riflettere e ha montato la rabbia che è in me nei confronti di un mondo orribile, non è stata vana.
Anche solo perchè pochi ragazzi ti hanno pensato, in un mondo così vasto e freddo, dove nessuno è amico di nessuno, sappi che la tua morte è stata riscattata. Se nel sangue che scorre a fiumi in palestina, la tua morte dà ragazzi in mano alla barbara vendetta violenta, sappi che io, qui, sono pronto a morire, sono pronto a qualsiasi sacrificio per di difendere quello in cui credo, quello in cui sogno.
La libertà non si uccide.

KONY 2012

10 mar

Amore, oltre il terreno

18 feb

«Non ricordo più ciò che mi disse quel giorno, nè quello che gli dissi io. Tutto quello che so è che, per un’ora, camminammo avanti e indietro come due giovani innamorati, ancora nervosi, ancora intimiditi. E tuttavia io sentivo che quello era solo l’inizio e che da allora in poi la mia vita non sarebbe più stata vuota e triste, ma ricca e piena di speranza per entrambi.
Quando infine lo lasciai, percorsi in un batter d’occhio la strada che mi separava da casa. Ridevo, parlavo da solo, avevo voglia di piangere, di cantare e trovai ben difficile non rivelare ai miei genitori la mia felicità, non dire loro che la mia vita era cambiata, che non ero più un mendicante, ma tutt’a un tratto ero diventato una specie di Creso.»

Ogni rapporto umano, che sia di amicizia oppure una relazione amorosa, nasce dall’esistenza di un’alchimia reciproca tra due individui.
La costante comune è apputo l’esistenza di un sentimento, di un emozione, una sorta di legge gravitazionale dei rapporti che spinge due persone a colmare le proprie anime vicendevolmente, divertare ingranaggi dello stesso sistema, parti integranti della vita di ciascuno.
Ne “L’amico ritrovato” viene descritto un rapporto di amicizia che trovo veramente meraviglioso, testimone di un fatto che deve far riflettere. Hans e Konradin sono uniti da un sentimento che la storia umana non può piegare. Questo è uno dei tanti pregi dell’amore: non ha tempo e non guarda in faccia a nessuno, coglie chiunque al di là delle condizioni terrene.

Le catene legislative

16 feb

Sembra che il mondo sia così nero
oppresso dall’alienazione e dalla ragione
che quasi ci si dimentica del mistero
nascosto da sempre nei meandri della mente.

Gli occhi vedono guori un mondo grigio
sepolto dalla mediocrità della sopravvivenza
vinto dalla paura di essere ciò che si è
e dunque di dipingere la propria vita si ha paura.

Dentro però non vedono che libertà e colori,
immaginano un mondo dove le infami regole
non censurino i desideri e le passioni,
dove non esista morale,ma comandi il piacere.

L’uomo fa le leggi e con esse s’incatena
vive affannato per la sconvenienza delle sue parole
per questo odia e impone di soffrir pena
a suoi simili perchè possa di sadico gusto godere.

Guerra, morte, dolore, emarginazione, tortura
nonostante siano parole che ignora per natura,
dell’uomo che da solo si opprime questa è la cultura.

Solo quando cesserà il timor d’essere
potremmo vivere liberamente
ma intanto sfidiam colui che ha paura
non di noi, ma della sua più intima natura.

Là.

8 feb

L’omertoso silenzio è rotto dalle lacrime
versate dove la rabbiosa desolazione
di chi nulla ha e nulla può avere
sfocia in una convulsa disperazione.
L’uomo nasce libero, ovunque egli sia,
il mondo è ricco, ovunque tu vada,
eppure dovunque tu sia
vedrai che l’uomo è incatenato.
C’è chi ha tutto e chi nulla può avere,
uomini ricchi, uomini poveri
uomini forti, uomini deboli.
La forza incatena la libertà
la rabbia gli si oppone
ogni potere è repressione.
Il potere e il denaro
ecco il colpevole,
ciò che ha reso l’uomo nemico dell’uomo,
il dio nel cui nome l’Africa muore
e i suoi abitanti vagano ammanettati
senza meta alcuna.
Corpi esili, magri e sfiniti
spettri di un mondo vicino
ma invisibili e nascosti
e fantasmi di un mondo lontano
la cui condizione è immutabile.
Il mondo è ferito, incatenato,
agonizzante e fustigato
dall’arroganza di vili padroni.
Ma il suo sguardo è l’orizzonte
dove il sole un giorno darà nuova luce
ad un mondo avvolto nelle tenebre.

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